giovedì 28 febbraio 2008

Mi chiedi chi ama davvero? Chi è in preda alle pene.
E quale organo scherza quando il cuore è ansioso?
La medicina che cura l'amore non si trova dall'erborista:
resta un mistero divino al pari dell'Universo.
Correte pure, insensati, rincorrendo passioni effimere,
ma guai a voi se l'Amore regale d'improvviso vi ghermisce.
Ma come pretendete che quell'Amore sia descrivibile,
se spesso ci fa vergognare delle nostre stesse parole?
Pensate che le parole ve lo rendano più presente,
mentre quell'Amore è bello come Mistero inesplicabile?
Certo, corre la penna mentre vergo queste sue lodi,
ma se scrivo di quell'Amore la sua punta si spezza.
Ecco, guai a scrivere sull'amore sublime!
S'infrange la penna, e la pergamena si lacera.
L'intelletto s'affanna, eppur non lo comprende:
sì, solo l'Amore spiega quel suo mistero agli amanti.

Potrebbe forse il Sole splendere senza Luce?
O mia Lampada, se lo scorgi non distogliere lo sguardo.
La sua traccia è resa manifesta dalle ombre,
ma solo il suo splendore ha alito di vita.
L'ombra induce al riposo, come le confidenze serali,
ma quando il Sole sorge all'alba la Luna viene spaccata.
Nulla al mondo ferisce più nel profondo,
ma il Sole dell'Anima mia non tramonta e non ha passato.
Il cielo di questo mondo ci mostra un unico sole,
ma un cielo dai soli molteplici chi ci vieta d'immaginarlo?
Eppure il Sole dell'Amata non s'interseca col firmamento:
nessuno l'ha mai visto, né in astratto, né in concreto.
E' Amore d'Unione, essenza inconcepibile;
non lo comprende l'intelletto, né lo coglie lo sguardo.

(anonimo)

martedì 26 febbraio 2008

"song"

Rovistando tra vecchie carte ho ritrovato scritti che avevo dimenticato e tra questi il testo di una canzone che scrissi in occasione di una gara di “bands”. A quel tempo i nostri idoli erano i Genesis, i Pink Floid, i Cream e tanti altri, perciò, ricordo: testi brevi, ma con tanta musica!


TIME

You are here,
my inflexible friend
This night you stay near me
With mine thought
Day after day
You have dry my tears
But now stop you, stop you
Than I can enjoy
This moment
She is here
You know the gnawing
Of my wilderness
The worse of all evil
Stop you, stop you
Than I can enjoy
This moment

You are here, my inflexible friend

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TEMPO

Tu sei qui,
mio inesorabile amico
Questa notte stai vicino a me
Con i miei pensieri
Giorno dopo giorno
Hai asciugato le mie lacrime
Ma adesso fermati, fermati
Che io possa assaporare
Questo momento
Lei è qui
Tu che conosci il tarlo
Della mia solitudine
Il peggiore di tutti i mali
Fermati, fermati
Che io possa assaporare
Questo momento

Tu sei qui, mio inesorabile amico

"certezze"

A vorte drento ar letto
m'assale 'no sconforto
quanno penso alla vita
e a quanto c'è de storto
 
Allora m'arigiro là
sotto le coperte
cercanno de pensà
solo alle cose certe
 
Ce ne sarà quarcuna
pe' noi, pori mortali,
o sèmo destinati 
a vive de ideali?
 
Storie de ieri, d'oggi,
bellezze o cose brutte 
ce gireno d'attorno,
le conoscèmo tutte
 
E la consolazzione
in questa strana sera
è che "quello che è stato
è la certezza vera"

domenica 24 febbraio 2008

"ricordi"

La giornata andava concludendosi, dette una sguardo all’orologio di fronte a lui e decise di mettere un punto al progetto a cui stava lavorando. Quel sabato l’avrebbe trascorso da solo, gli amici erano andati sulla neve e lui, per quel progetto, non era potuto andare. Sicuramente non avrebbe trascorso la serata a casa, perciò decise di fare un giro in centro. Dopo essersi infagottato nel giaccone, indossò il casco, inforcò la sua vespa e partì per quell’avventura al centro di Roma! Istintivamente guidò fino a Largo Argentina dove parcheggiò. La meta era ben fissa nella sua mente: Piazza Campo dei Fiori. Quando entrò nella piazza il tempo, nella sua mente, parve fermarsi per ritornare a circa 30 anni fa! Rivide i sui amici e lui brindare alla statua di Giordano Bruno con il vino acquistato alla fiaschetteria che affacciava sulla piazza. Le interminabili partite di pallone che spaziavano per tutta a piazza. Il cineforum al cinema Farnese e le successive discussioni fino a tarda notte seduti sotto a statua, ognuno con le proprie idee e nel convincimento di “convincere” gli altri. Si ridestò e si guardò intorno era cambiato tutto: la fiaschetteria era diventata un “Wine bar”, come tutti i bar che affacciavano sulla piazza, le pizzerie avevano cambiato “look” ed esteso i loro tavoli fin quasi sotto la statua, il cinema era diventato di prima visione e aveva perso quell’aria di vecchio. L’unico a rimanere invariato era Giordano Bruno, con il volto chino ed incappucciato ad osservare quella moltitudine di gente intorno a lui, adesso come 30 anni fa. Ripercorrendo, con il pensiero, il passato uscì dalla piazza e si avviò verso Piazza San Pantaleo, al di là di Corso Vittorio Emanuele, per andare a piazza Navona. Arrivato in Pazza Pasquino, invece di girare per piazza Navona imboccò via del Governo Vecchio. Altre sensazioni riaffiorarono. Le mangiate dal “filettaro”: bottega dove per poche lire potevi mangiare filetti di baccalà fritti e rifritti, ma buoni!! E poi Lui il fulcro di quelle serate e notti brave, il capolinea della giornata: “Baffetto”. Arrivato davanti la pizzeria una fila interminabile di persone aspettava il proprio turno per entrare. Per ridestare sensazioni quasi perdute si mise in fila pure lui. Quando arrivò il suo turno si trovò davanti alla porta chiusa, poi un volto burberò si affacciò e guardandolo gli chiese: “Quanti!” Timoroso rispose: “Uno”. Allora la porta si spalancò e il vecchio con voce tuonante, rivolto ad una fantomatica persona gridò: “Questo me lo piazzi fuori ad un posto libero!”. Era lui, Baffetto, vecchio, ma ancora saldo e con quella voce imperiosa che non ammetteva repliche. Camminando tra tavoli, per raggiungere il suo posto, si guardò intorno non era cambiato niente, poi un brivido gli percorse la schiena, lì attaccato al muro sulla sinistra c’era il disegno che tanto tempo fa aveva fatto sulla carta del tavolo e aveva donato a Baffetto come ricordo di quella lontana serata. Si girò e guardando Baffetto negli’occhi disse: “Quello l’ho fatto io”. Baffetto ci pensò un po’, poi spalancò gli occhi e disse: “Rocco!” Era il nome che gli aveva affibbiato tanto tempo fà, perché diceva che aveva la faccia da Rocco. Lo attirò a se e lo abbracciò. Poi scostandolo gli disse: “Ammazza te sei fatto vecchio … e li capelli indove li hai lasciati!”. Poi lo perse per un braccio dicendo che quella sera avrebbe mangiato con lui per raccontargli degli’altri. Poi si sedette davanti a lui e gli disse: “Adesso me racconti che cazzo avete combinato in tutto questo tempo!” Iniziò a raccontare tra una forchettata e l’altra fino a che l’ultimo avventore era andato via. Si salutarono con un abbraccio e Baffetto gli disse: “Aho! Mo cerca de fa passa nantri 25 anni!” Ritornato a Largo Argentina riprese la moto e soddisfatto della serata ritornò a casa.

venerdì 22 febbraio 2008

"amore"

Ma allora che cosa è questo amore?
Non è un sentimento spontaneo
insito nel nostro intimo,
che prerompe impetuoso verso
il nostro prossimo,
prepotente, rigoglioso, travolgente,
che si può guidare anche
per cose che non condividiamo?
Chi ieri ti stimava,
oggi ti ama
ed è disposto a struggersi
per te!
Eppure nulla le hai dato,
se non amicizia, affetto e promesse di amore.
Perchè? per amore.
Il sangue non centra in questo gioco,
è solo un sentimento,
profondo, radicato,
non si sa perchè, non si sa come,
ma è solo sincerità, spontaneità.
E' quella molla che muove il mondo.

martedì 19 febbraio 2008

"inizio"

Era una notte gelida di metà febbraio e, seduto davanti al PC, cercava di concentrarsi sulla realizzazione di un BLOG! Il freddo lo attanagliava, i termosifoni erano spenti da tempo. Fissava il monitor acceso e pensava ai BLOG visitati. Quanti !!! Forse per il fatto che si era avvicinato per la prima volta a questo "mondo", ne rimaneva affascinato e nello stesso modo impaurito. Affascinato perchè molti blogger mettevano a nudo le proprie pene e gioie in prosa o in poesia, altri scrivevano di cucina (doveva sicuramente provare qualche ricetta), altri ancora di politica, di musica, cinema .... in poche parole di tutto !!! Impaurito perchè adesso anche lui era entrato a far parte di quel "mondo" e perciò evrebbe dovuto scrivere di tutto. Ne era capace? Mettersi a nudo? Riuscire a colloquiare senza sentire la voce o vedere il volto? Beh! era venuto il momento di rimetteri in gioco sia con le proprie forze che con l'aiuto dei molteplici "compagni di viaggio".