VENTIDUE
Moira mi lasciò all'ingresso dell'ospedale. Io presi l'ascensore, salii al secondo piano e trovai i genitori di Nìck nella sala d'attesa. Mori si era addormentato su una poltrona e sua moglie era seduta accanto a lui, in un elegante abito nero.
- Signora Mori!
Si alzò e si portò l'indice alla bocca per impormi il silenzio.
- Si è appena appisolato - mi disse sottovoce. Andammo nel corridoio. - Vi siamo profondamente grati per aver trovato Nick
- Spero che non sia stato troppo tardi.
- No. - Tentò di sorridere. - Il dottor Sandri e gli altri medici sono abbastanza tranquilli. Pare che Nick abbia vomitato parte delle pillole ingoiate prima ancora che gli facessero effetto.
- E il colpo in testa?
- Non credo che sia una cosa seria. Come se lo sarà fatto?
- O è caduto o è stato colpito
- Colpito da chi?
- Non lo so.
- Dove l'avete trovato, signor Alfonsi?
- A Civitavecchia.
- Ma dove?
- I particolari preferirei riferirli all'avvocato Orazi.
- Ma ora non c'è. Si è rifiutato di venire, dicendo che aveva altri clienti. - I suoi veri sentimenti stavano prendendo il sopravvento e alla fine sbottò. - Se crede di poterci liquidare così, se ne pentirà.
- Non credo che voglia far questo. - Poi cambiai argomento. - Dal momento che l'avvocato non è disponibile, probabilmente dovrei riferire a voi che ho parlato con una certa signora Mieli. È la madre di Claudia Grazioli ed è in possesso di alcune fotografie che io vorrei vedere. Ma la signora Mieli vuole dei soldi.
- Quanto?
- Parecchio, credo.
- Ma è ridicolo! Quella donna deve essere pazza!
Non insistetti. Le infermiere andavano e venivano per il corridoio. Conoscevano già la signora Mori e passando la salutavano con sorrisi e cenni del capo e la guardavano con una certa curiosità. La signora sospirò profondamente e si controllò.
- Insisto nel sapere dove avete trovato Nick. Se è stato la vittima di uno sporco giuoco...
- Se fossi in voi, andrei più cauta con simili ipotesi - tagliai corto.
- Che volete dire?
- Facciamo due passi.
Girammo l'angolo del corridoio e bighellonammo lungo un altro corridoio dove c'erano gli uffici, che erano chiusi per la notte. Le spiegai che avevo trovato suo figlio nel garage attiguo alla cucina dove Claudia Grazioli era stata assassinata. Si appoggiò alla parete e cominciò a scuotere il capo.
- Pensate che l'abbia uccisa lui, vero? - domandò.
- Ci sono altre ipotesi. Ma non le ho riferite alla polizia, per ragioni ovvie.
- L'avete detto solo a me?
- Finora sì.
Si ricompose.
- Facciamo così - disse. - Non dite nulla a Orazi. E’ già abbastanza ostile a Nick per via di sua figlia. Non dite nulla nemmeno a mio marito, ha i nervi a pezzi e non potrebbe sopportarlo.
- E voi ce la fate?
- Devo. - Tacque per un momento, forse per dare ordine ai propri pensieri. - Avete detto che ci sono altre ipotesi.
- Una è che vostro figlio sia stato vittima di un giuoco, nel senso che qualcuno potrebbe averlo trovato pieno di pillole e messo nel garage dei Grazioli come capro espiatorio. Certo, sarà molto difficile convincere la polizia dì questo.
- È proprio necessario che la polizia si intrometta?
- È già dentro, signora. Il problema è ciò che dobbiamo dire a quella gente. Per questo ci servirebbe un parere legale. Io mi sono compromesso già abbastanza.
La cosa non le interessò.
- Altre possibilità? - domandò.
- Forse, comunque, ci arrivo subito. - Dal portafoglio presi il foglietto di carta che era uscito dalle tasche di Nick. - È la scrittura di Nick questa? - domandai.
- Sì, è la sua. Vuoi dire che è colpevole, no?
- Vuoi dire che si sente colpevole di qualcosa. - Ripresi il foglietto. - Forse ha inciampato nel corpo della signora Grazioli e ha avuto una violenta reazione di colpa. Questa è l'altra probabilità a cui ho pensato, ma io non sono uno psichiatra, e col vostro permesso, vorrei parlarne al dottor Sandri.
- No! Nemmeno a lui!
- Non vi fidate di lui?
- Sa già troppe cose su mio figlio, e poi non mi fido più di nessuno, sapete!
- No, non lo potevo immaginare. Mi ero illuso di essere arrivato a un punto tale per cui le persone responsabili di Nick potessero liberamente e sinceramente parlarsi. La politica del silenzio non ha mai funzionato molto bene.
Mi guardò sorpresa.
- Che ne pensate di Nick? Vi piace?
- Non ho avuto l'opportunità di conoscerlo bene, ma sento una certa responsabilità nei suoi confronti. E voi?
- Io gli voglio molto bene.
- Gli volete molto bene, sì, ma io credo che voi e vostro marito, tentando di proteggerlo troppo, l'abbiate messo nella possibilità di agire male. Se veramente ha ucciso qualcuno, i fatti devono essere portati alla luce.
Scosse il capo.
- Voi non conoscete certe costanze.
- Ditemele.
- Non posso.
- Potreste risparmiare un sacco di tempo e di soldi, signora Mori. E forse salvare anche la salute di vostro figlio, se non la sua stessa vita.
- Secondo il dottor Sandri la sua vita non è in pericolo.
- Il dottor Sandri non ha parlato con la gente con cui ho parlato io. Nell'arco di quindici anni sono avvenuti tre delitti...
- Tacete!
Guardò in su e in giù per il corridoio e l'ombra riproduceva i suoi movimenti sulla parete. Nonostante il suo fascino e la sua eleganza, non so perché mi ricordò i movimenti furtivi di Roberto Franchi.
- Non starò zitto - ripresi. - Siete vissuta nella paura per tanto tempo che ora avete bisogno di un contatto con la realtà. Tre delitti, come ho detto, e pare che abbiano un nesso. Non intendo con questo dire che Nick sia il responsabile di tutti e tre. Potrebbe non esserlo di nessuno.
Ancora disperatamente scosse il capo.
- Anche se Nick ha ucciso l'uomo alla spiaggia - continuai - siamo ben lontani dal chiamarlo omicidio. Difesa personale contro colui che lo aveva rapito, un ricercato di nome Enrico Mieli, che si portava appresso una pistola. Da come ho ricostruito i fatti, Mieli fece un passo... sbagliato verso vostro figlio. Il ragazzo si impossessò della pistola e gli sparò nel petto.
- Come sapete tutto questo? - Era veramente sorpresa.
- Non so tutto: questa è soltanto una parziale ricostruzione di ciò che lo stesso Nick mi ha confessato. E oggi ho avuto l'opportunità di parlare con un ex-galeotto di nome Roberto Franchi. Costui afferma che andò a Civitavecchia con Enrico Mieli, ma che se la svignò quando Mieli decise di rapire il ragazzino, ammesso che sia vero quello che dice.
- E perché avrebbe scelto proprio lui? - chiese.
- Questo non lo so. Comunque, secondo me Roberto Franchi era molto più coinvolto nella faccenda di quanto non abbia ammesso. È implicato in tutti e tre i delitti, per lo meno come catalizzatore. Sandro Pesce era amico di Franchi e Franchi lo presentò a Claudia Grazioli, la quale si era messa in testa di cercare il padre.
- II padre?
- Enrico Mieli era suo padre.
- E voi dite che questo Mieli aveva una rivoltella?
- Sì. Inoltre sappiamo che la rivoltella che ha ucciso lui è la stessa che ha ucciso Sandro Pesce. Il che mi fa molto dubitare sulla colpevolezza di Nick. Come avrebbe potuto nascondere quell'arma per ben quindici anni?
- È giusto. - I suoi occhi erano spalancati, luminosi, eppure in un certo senso assenti, come quelli di un falco, e sembrava che vedessero soltanto l'intero arco di tutti quegli anni. - Sono sicura che non lo ha fatto - concluse.
- Nick non ha mai parlato di quest'arma con voi?
Annuì.
- Quando tornò a casa... tornò a casa da solo quel giorno. Disse che un uomo l'aveva portato sulla spiaggia, e che lui aveva preso la rivoltella e che gli aveva sparato. Lorenzo e io non gli credemmo... pensammo che fosse una fantasia infantile, ma poi il giorno dopo leggemmo sul giornale che era stato trovato un corpo sulla spiaggia di Civitavecchia.
- Perché non andaste alla polizia?
- Era già troppo tardi.
- Non è tardi nemmeno ora.
- Per me sì... per tutti noi.
- Il motivo?
- La polizia non capirebbe.
- Capirebbero molto bene, invece, se Nick uccise per difesa. Vi ha mai detto perché ha ucciso quell’uomo?
- No, mai.
- E la rivoltella che fine aveva fatto?
- Credo che Nìck l'abbia lasciata là. La stampa riferì che la polizia non trovò l'arma, ma sono certa che Nick non la portò a casa. Forse se la prese qualche vagabondo.
Pensai ancora a Roberto Franchi. Si era trovato sul luogo del delitto o molto vicino, e come me era stato troppo accanito nel voler dimostrare la sua estraneità al rapimento. Non avrei dovuto lasciarlo andare; quella quantità di denaro era sufficiente per trasformare un ladro qualsiasi in un assassino.
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